INTRODUZIONE
"Noi annunciamo una gioia grande: ecco il nostro Dio! La stella del mattino si è levata nei nostri cuori. Un elemento di novità in una società che talora ci appare decrepita. Il silenzio di Dio diventa Parola e la Parola fatta come carne prende dimora nella città dell'uomo. Il tempo d'Avvento, preparandoci a celebrare il mistero dell'lncarnazione, ci ricorda che quotidianamente Dio esce dal suo silenzio e pronuncia in Cristo la Parola della salvezza che richiede una risposta dell'uomo. Questo perché "per l'annunzio della salvezza il mondo intero ascoltando creda, credendo speri, sperando ami" (DV I ).
IN ASCOLTO DELLA PAROLA
* Testi principali
Eb 1, 1-2; Sap 18, 14-15
* Testi complementari
- E apparsa la grazia di Dio: Tt 2, 11-14
- Ci ha salvati per la sua misericordia: Tt 3, 4-7
- ll piano divino della salvezza: Ef 1, 3-14
- Primato del Cristo: Col 1, 15-20
- Dio viene incontro all'uomo: CCC 50-73
- Tertio Millennio Adveniente: 5-8
MEDIATIAMO LA PAROLA:
Dio si rivela e si dona in una storia intessuta di parole e avvenimenti. L'uomo lo accoglie liberamente, impegnando tutto se stesso, intelligenza, volontà e cuore (cfr. DV 5), affidando a lui il proprio futuro, assentendo alla verità da lui comunicata. Questa adesione così piena e coinvolgente trascende il comune senso religioso e ci chiama fede.
La fede è atteggiamento esistenziale: ci dà la convinzione di essere amati, ci libera dalla solitudine e dall'angoscia del nulla, ci dispone ad accettare noi stessi e ad amare gli altri, ci dà il coraggio di sfidare l'ignoto. Ecco come si presenta in alcune figure emblematiche.
Abramo, il padre dei credenti, "ebbe fede sperando contro ogni speranza" (Rm 4, 18); si fidò di Dio e delle sue promesse; lasciò la propria patria e la propria parentela (cfr. Gn, 12,1-4); alffrontò, lui vecchio e senza figli, un lungo viaggio "senza sapere dove andava" (Eb 11,8), per poter ricevere dal Signore una nuova terra e una numerosa discendenza. La sua figura esprime e sintetizza la fede del popolo di Dio: "Egli credette al Signore, che glielo accreditò come giustizia" (Gn 15,6).
La Vergine Maria, colei che è beata perché ha creduto nel modo più puro e totale (cfr. Lc 1,45), all'annuncio dell'angelo uscì dal suo piccolo mondo di promessa sposa, aprendosi al progetto di Dio: "Eccomi, sono la serva del Signore" (Lc, 1,38). Divenuta madre del Messia, avanzò nell'oscurità della fede fino al dramma angoscioso del Calvario.
I due discepoli di Giovanni Battista, che videro passare Gesù, gli andarono dietro, fecero amicizia con lui, corsero ad annunciarlo ad altri, iniziarono una nuova esistenza (cfr. Gv 1,35-42).
Credere è aprirsi, uscire da se stessi, fidarsi, obbedire, rischiare, mettersi in cammino verso le cose "che non si vedono" (Eb, 11,1), andare dietro a Gesù "autore e perfezionatore della fede" (Eb 12,2). E' assumere un atteggiamento di accoglienza operosa, che consente a Dio di fare storia insieme a noi, al di là delle umane possibilità.
Allo stesso tempo la fede è assenso a un contenuto dottrinale. E' conforme alla nostra dignità dar credito alle dichiarazioni e alle promesse di persone oneste; a maggior ragione si deve dar credito a quelle di Dio, che è la veracità stessa. Affidarsi a Dio significa aderire fermamente al suo messaggio, alla dottrina da lui rivelata e proposta autorevolmente in suo nome dalla Chiesa. La fede non è vago sentimento, né solo un impegno pratico; ha un contenuto di verità, che il credente deve conoscere sempre meglio (cfr. DV 5-6).
La fede è una scelta responsabile e ragionevole. Da una parte prende avvio da un'adesione ragionevole alla rivelazione; dall'altra schiude alla ragione l'orizzonte di una comprensione più profonda della realtà, perché il mistero, anche se rimane in se stesso oscuro, illumina e dà significato e valore a tutto. La fede va oltre la ragione; ma la conoscenza "genera, nutre, difende e fortifica" la fede (sant'Agostino, La Trinità, 14,3). Non per nulla Gesù faceva spesso appello all'intelligenza dei suoi ascoltatori (cfr. Mc 4,13; 7,14.18; 8,17-1 8).
E' opinione abbastanza diffusa che la fede sia un atteggiamento immaturo e una rinuncia a pensare: se si vuol credere - si dice -, non bisogna fare troppe domande. Non si può negare che a volte il comportamento dei credenti possa dare adito a questa impressione. Ma di per sé la fede cristiana è apertura coraggiosa e sottomissione incondizionata alla verità e pertanto costituisce lo spazio vitale più adatto per lo sviluppo della ricerca razionale e del senso critico. Esige solo la rinuncia, anch'essa ragionevole, alla pretesa di capire tutto.
Agli occhi del credente la vita si illumina di nuovo significato e appare pienamente degna di essere vissuta. Cristo "rivelando il mistero del Padre e del suo amore svela anche pienamente l'uomo all'uomo e gli fa nota la sua altissima vocazione" (GS 22). Ogni persona acquista valore assoluto, in quanto è chiamata alla comunione con Dio nell'eternità. Ogni dimensione della persona - spirito, corpo, famiglia, società, cultura, lavoro - si mostra nella sua autenticità, orientata allo sviluppo integrale.
La fede "opera per mezzo della carità" (Gal 5,6); non solo manifesta il senso delle cose, ma dà la forza di attuarlo. Il cristiano, mentre anela alla perfezione definitiva oltre la storia, sperimenta già nella vita presente un anticipo di essa, si sente risanato o almeno in via di guarigione, assapora la bellezza di vivere, anche nella fatica e nella sofferenza. Mentre pregusta nella speranza la salvezza eterna, ne pone i segni nella città terrena: libertà, giustizia, solidarietà, sobrio benessere nel rispetto della natura, pace. "Chiunque segue Cristo, I'uomo perfetto, si l`a anche lui più uomo" (GS 41); scopre di essere infinitamente amato e di poter egli stesso amare sempre più.
RIFLETTERE E INTERROGARSI:
Nella fede noi rispondiamo a Dio che si rivela e dona a noi.
* Quale è il tuo atteggiamento davanti alla Parola di Dio: ascolto
attento o indifferenza?
* Che spazio del tempo dai all'ascolto della Parola di Dio di ogni
giorno?
* Che cosa Dio potrebbe dirti nelle circostanze dela vita: studio,
sorelle, esigenze della vita comunitaria, la Chiesa, le sitauzione del
mondo?