PREPARAZIONE AL GRAN GIUBILEO 2000
ANNO  I

 
Scheda 3
 
L'ANNUNCIO Dl GIOVANNI

 
INTRODUZIONE

Nel tempo d'Avvento, in particolare, la figura di Giovanni Battista dà un tono del tutto speciale: essendo il Battista non solo la voce che grida nel deserto, ma anche la voce che giunge "dal" deserto, I'annuncio cristiano ha molto da imparare dal suo stile sobrio e deciso.

ASCOLTIAMO LA PAROLA

* Testo principale: Mc 1,2-8.
* Testi complementari:
- Il testimone della "presenza" nascosta Gv 1,19-34:11
- Promessa regale e rinnovamento cosmico Sal 72/71 Os 2,16-25
- "Egli deve crescere e io invece diminuire" Gv 3,25-36:  voce e Parola; amico e Sposo
- Martirio come sigillo della verità annunciata Mc 6,17-29
- TMA 19

MEDITIAMO LA PAROLA

Gesù non ha bisogno di spiegare a lungo in che cosa consista il regno di Dio che va annunciando: nel suo ambiente questa idea era già, per dir così, nell'aria, come fa intuire l'evangelista Luca con sobrie annotazioni: "il popolo era in attesa" (Lc 3,15); "credevano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento all'altro" (Lc 19, I l ). Tale aspettativa era maturata in Israele durante una secolare esperienza storica, a partire dall'esodo.

Tra le tante voci si distingueva, per il tono austero e minaccioso, quella di Giovanni Battista. Proclamava come imminente l'intervento decisivo di Dio nella storia di Israele; intimava di prepararsi ad accoglierlo con una pronta e seria conversione: "La scure è già posta alla radice degli alberi; ogni albero che non porta buon frutto, sarà tagliato e buttato nel fuoco" (Lc 3,9). Quelli che si recavano da lui e si riconoscevano peccatori, li battezzava nel fiume Giordano. A tutti dava la testimonianza di una vita ascetica, di digiuno e di preghiera, insieme con i suoi discepoli (cfr. Mc 2,18; Lc 11,1).

Gesù si inserisce nel suo ambiente, inquieto e pieno di aspettative, con continuità e originalità. Il suo passaggio desta nella gente interesse, stupore, entusiasmo; a volte perfino un misterioso timore (cfr. Mt 7,28; 8,27; 9,8.33; Mc 1,22-27; 2,12; 4,41; 5,42; Lc 4,36; 8,37). Provoca in molti diffidenza, delusione, rifiuto e ostilità. Non lascia però indifferente nessuno.

Il suo annuncio è che il regno di Dio non è più solo da attendere nel futuro; è in arrivo, anzi in qualche modo è già presente. Viene in modo assai concreto, a risanare tutti i rapporti dell'uomo: con Dio, con se stesso, con gli altri e con le cose (cfr. Mt 11,2-6; 14,14-21). Vuole attuare una pace perfetta, che abbraccia tutto e tutti. Al suo confronto l'esodo, l'Egitto e il ritorno da Babilonia erano solo pallidi presagi. Tuttavia il Regno non comporta né il trionfo della legge mosaica, né la rivoluzione nazionale, né gli sconvolgimenti cosmici. Bisogna credere innanzitutto all'amore di Dio Padre che si manifesta in Gesù, Colui che ci libera dal peccato, che è la radice di tutti i mali (cfr. Mt 6,33).

E' sempre attuale, anche per noi oggi, la necessità di prepararsi ad accogliere il Regno, educando desideri e domande. Ogni anno, in particolare la liturgia dell'Avvento ripropone l'attesa dell'Antico Testamento, culminante in Giovanni Battista, e ci offre la grazia che dispone all'incontro con Dio.

RIFLETTERE E INTERROGARSI

* Che segni della presenza di Gesù possiamo riconoscere nella nostra comunità e nell'ambiente?
* A quali attese di salvezza, presenti nel nostro cuore, risponde l'annuncio del Vangelo di Gesù?
* Quali conversioni richiede, nella nostra vita e nella vita della nostra comunità, I'accoglienza del messaggio cristiano?