RIFLETTERE E INTERROGARSI
Ventiquattro ore su ventiquattro il mondo è come bombardato da notizie, in tutte le lingue, con svariati mezzi, per tantissime ragioni. Noi stessi siamo continui recettori e trasmettitori di notizie. Sono sempre il duplice segno: buone, positive, costruttive, ma anche cattive, negative, devastanti. Bisogna scoprire colui che diventa persona vitale, necessaria, la cui notizie sono buone, egli diventa criterio di discernimento.
Questa persona, la più benefica fra tutte le altre è Gesù. Il cuore della sua predicazione è il "regno di Dio", "vangelo di Dio" (Mc 1, 14-15) cioè "bella, definitiva, decisiva notizia di Dio al mondo", la sua stessa persona è riconosciuta "Vangelo". Nel suo annuncio, che è parola, azione e vita, troviamo "la via, la verità e la vita" (Gv 14, 6) per la nostra salvezza.
IN ASCOLTO DELLA PAROLA
Testo principale
Mt 11, 2-6
Testi complementari
Mc 1, 14-39
Mt 5, 1-12; 11, 25-30
Lc 1, 26-38
Col 1, 15-20
Ap 5, 9-13
MEDITIAMO LA PAROLA
Gesù di Nàzaret non insegna una visione del mondo, ricavata dlla comune umana, un insieme di verità religiose e morali, frutto di riflessione particolarmente penetrante. Si presenta piuttosto come il messaggero di un avvenimento appena iniziato e in pieno svolgimento. Il suo, prima di essere un insegnamento, è un annuncio, un grido di gioia: viene il regno di Dio! Una semplice frase, collocata in apertura del vangelo di Marco, riassume tutta la sua predicazione: "Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al Vangelo" (Mc 1,15). Questa è la causa per cui vive, la ferma speranza che lo sostiene... Gesù, con il suo messaggio, scuote sia la presunzione sia il pessimismo; suscita il coraggio audace dell'umiltà. Il suo è un invito a camminare dietro a lui, verso un futuro misterioso, dono gratuito e certo di Dio, non conquista solitaria e problematica dell'uomo. Dio è già all'opera nella storia per preparare un mondo nuovo. Il fascino della buona notizia fa uscire dalle illusorie sicurezze e dalle paure; attrae i nostri passi su una strada difficile e imprevedibile, ma senz'altro carica di promesse, come quella dei primi discepoli.
RIFLETTERE E INTERROGARSI
1. Il Vangelo è una buona notizia che anima la mia vita?
2. Che c'è di più in me: gioia o tristezza?
3. Essere lieto annunzio della salvezza: cerco ogni gorno, anche nella
contrarietà, di essere un lieto annuncio, una lieta presenza per
i miei vicini.