1. L'esperienza gioiosa della presenza dello Spirito Santo
2. L'esperienza gioiosa dello Spirito Santo nella missione
3. L'esperienza gioiosa del discernimento dello Spirito
4. L'esperienza gioiosa della preghiera nello Spirito
5. L'esperienza gioiosa della fedeltà allo Spirito
6. L'esperienza gioiosa dello Spirito nel proprio carisma
Dinamica: Esposizione dei temi - Momenti liturgici e di adorazione
- Lavoro in gruppo e scambio di esperienze.
Presentazione: "Rinascere dall'acqua e dallo Spirito" (Gv. 3,5).
"Se tu conoscessi il dono di Dio" (Gv 4,10).
Gesù, Buon Pastore, fu concepito nel seno di Maria per opera dello Spirito Santo (Mt 1, 18-25; Lc 1, 35), guidato dallo Spirito per immergersi nel deserto (Lc 4, 1) "consacrato e inviato" per evangelizzare i poveri (Lc 4,14.18; cf. Is 61,2 ss. e 11, 1 ss.). Lo Spirito d'amore rimane permanentemente su Gesù (Gv 1,33) per guidarlo nella dedizione totale della sua vita per la redenzione del mondo (Eb 9, 14).
L'apostolo di Gesù, e in modo speciale la persona consacrata, è guidato sotto la presenza e l'azione dello Spirito, in un processo di discernimento e di fedeltà che costituisce una maternità feconda secondo il modello di Maria. "Vivere in piena docilità allo Spirito; essa impegna a lasciarsi plasmare interiormente dallo Spirito, per diventare sempre più conformi a Cristo" (RMi 87).
"La vita consacrata costituisce 'memoria vivente del modo di esistere e di agire di Gesù' come Verbo incarnato di fronte al Padre e di fronte ai fratelli. Essa è vivente tradizione della vita e del messaggio del Salvatore" (VC 22).
1. L'ESPERIENZA GIOIOSA DELLA PRESENZA DELLO SPIRITO SANTO
L'azione dello Spirito Santo in tutta la storia di salvezza si concretizza specialmente nella vita e nel ministero di Gesù: "Colui che Dio ha mandato, parla con il linguaggio di Dio, infatti Dio ci ha dato lo Spirito senza misura" (Gv 3,34).
Gesù ha promesso lo Spirito Santo per ogni credente (Gv 7,37-39). Nella promessa fatta agli apostoli, durante l'ultima cena e il giorno dell'ascensione, il Signore parla di:
- presenza: Gv 14, 15-17; 16,7
- illuminazione: Gv 16, 13
- azione santificatrice: Gv 16, 14; At 1,5
- azione evangelizzatrice: Gv 15,26-27; At 1, 8.
Riflessione personale e in gruppo: Segni della presenza dello Spirito Santo: 1) nella Chiesa; 2) nella vita consacrata; 3) nel mondo attuale.
2. L'ESPERIENZA GIOIOSA DELLO SPIRITO SANTO NELLA MISSIONE
L'apostolo prolunga Cristo che predica sotto l'azione dello Spirito (Lc 4, 14; Gv 3,34), annuncia il battesimo "nello Spirito Santo" (Gv 1,33), si sacrifica nell'amore dello Spirito (Eb 9, 14) e trasmette una vita nuova o nuova nascita nello stesso Spirito (Gv 3,5). L'identità apostolica di Cristo e di tutti i suoi apostoli si manifesta nella "gioia" dello Spirito per appoggiare i progetti salvifici del Padre (Lc 10,21).
L'azione dello Spirito Santo trasforma gli apostoli in gloria o segno di Cristo sacerdote (Gv 16, 14; 17, 10). La missione che Cristo affida loro porta la forza dello Spirito (Gv 20,21). Riuniti nel cenacolo con Maria (At 1, 14), gli apostoli e la prima comunità di discepoli il giorno di Pentecoste furono "ripieni di Spirito Santo" (At 2, 4). Da questo momento, la comunità ecclesiale riceverà spesso delle nuove grazie dello Spirito per "annunciare con coraggio la Parola di Dio" (At 4, 31).
I momenti del cenacolo con Maria saranno continuamente dei momenti di rinnovamento e di fecondità apostolica (AG 4; EN 82; RH 22; DEV 25, 66; RMa 24; RMi 92).
Riflessione personale e in gruppo: Urgenze attuali dello Spirito nei campi missionari: Esperienza, autenticità, testimonianza, coerenza, condivisione...
3. L'ESPERIENZA GIOIOSA DEL DISCERNIMENTO DELLO SPIRITO
Le regole del discernimento personale e comunitario si imparano
in sintonia con l'agire di Cristo e sotto l'azione dello Spirito:
- verso il deserto: orazione, sacrificio, silenzio contemplativo...
(Lc 4, 1)
- per evangelizzare i poveri; carità, servizio, umiltà,
vita quotidiana di "Nazaret"... (Lc 4, 14-19)
- vivendo nella gioia pasquale di Cristo risorto: speranza, trasformazione
della sofferenza in amore... (Lc 10,21; Gv 16, 7.22).
Riflessione personale e in gruppo: Discernere l'azione dello Spirito nei momenti: 1) di deserto, 2) di servizio, 3) di speranza e gioia.
4. L'ESPERIENZA GIOIOSA DELLA PREGHIERA NELLO SPIRITO
Il processo di contemplazione è stato descritto dai santi in diversi modi: come apertura graduale "all'acqua viva" o presenza attiva dello Spirito; come entrando ogni volta di più nel più profondo ("dimora") del cuore; come un itinerario di uscire dal proprio Io (esodo) per entrare nel silenzio di Dio (deserto) e arrivare all'unione con Lui (Gerusalemme); come "ascolto" (lettura) della Parola per lasciarsi questionare ("meditazione"), chiedere luce e forza ("preghiera" o "petizione") e unirsi totalmente ai disegni di Dio amore ("contemplazione").
- La preghiera dello Spirito è un "si": Lc 10,21
- Pregare "nello Spirito e verità": Gv 4,23
- Pregare nella scuola dello Spirito: Gv 16,13; Rom 8,14-27
- Atteggiamento filiale: autenticità e donazione: Mt 6,9; Gal
4,6
- Partecipare alla vita intima di Dio Amore: Ef 2,18
Riflessione personale e in gruppo: Il "magnificat" dei "poveri": Lc 1,46-55: preghiera di povertà (autenticità), fiducia, gratitudine, speranza...
5. L'ESPERIENZA GIOIOSA DELLA FEDELTA' ALLO SPIRITO
La fedeltà allo Spirito Santo (Gv 14-16) si concretizza
per ogni apostolo in: rapporto (presenza), apertura (luce), sintonia (azione
santificatrice ed evangelizzatrice):
- custodire il deposito della fede: 2 Tm 1, 14
- fiducia nella sua azione santificatrice ed evangelizzatrice: Rm 15,
13-19
- ravvivare permanentemente la grazia ricevuta: 2 Tm 1, 6
- vivere in rapporto con la sua presenza e in sintonia con la sua azione,
come Paolo "prigioniero dello Spirito": At 20, 22.
Riflessione personale e in gruppo: Fedeltà di: 1) sintonia; 2) generosità e coraggio; 3) gratuità.
6. L'ESPERIENZA GIOIOSA DELLO SPIRITO NEL PROPRIO CARISMA
Comunità: scuola di vita in Cristo: A) Comunità che prega: incontro personale e comunitario con Cristo; B) Comunità che ama: incontro tra i fratelli; C) Comunità che diventa santa: cammino di perfezione.
Comunità: scuola di generosità e perfezione evangelica: A) Solitudine e dedizione; B) Scambio di beni; C) Unione di volontà.
Comunità: scuola di missionarietà: A) Per l'annuncio della Parola; B) Per la celebrazione della salvezza; C) Per i servizi di carità. Efficacia apostolica:Gv 17,21-13: "Fraternità sacramentale" (PO 8)
La fisionomia del proprio carisma fondazionale: contemplazione, vita evangelica (Consigli-voti), vita comunitaria, missione.
Nella scuola di Maria: "Si lasciò guidare dalla sua azione
interiore... la donna docile alla voce dello Spirito" (TMA 48):
- L'azione permanente dello Spirito: Lc 1,35
- Un "fiat" e "magnificat" permanente: Lc 1,38.46ss
- "Modello di fede vissuta": TMA 43; cfr. Lc 1,45
- "Donna del silenzio e dell'ascolto": TMA 48; Lc 2,19.51
- "Donna di speranza": TMA 48. Nella vita nascosta e nello scandalo
di Nazaret: Lc 2,51-52; 4,29-30; Mc 6,3; Gv 2,5.
"È' però sempre una vita "toccata" dalla mano di Cristo,
raggiunta dalla sua voce, sorretta dalla sua grazia" (VC 40).